Abusivi in poltrona

ph Siri Churinga on Unsplash

Un romanzo del regista Roberto Andò premio Campiello opera prima 2012 sembra riferirsi alla politica corrente, laddove il Trono Vuoto appare quello di tante nazioni, a cominciare dagli Stati Uniti d’America, oggi anche la Germania e, diremmo, già la Francia.

A una replica dell’Olandese Volante al Teatro Massimo di Palermo, e arriviamo a quasi venti anni fa, si presentò un critico da Roma per fare la recensione, occupò la poltrona nella Sala Grande del tempio siciliano della lirica ma, poi, riprese l’aereo, presumibilmente a Punta Raisi, e mai e poi mai scrisse l’articolo.

Effettivamente quella versione della celebre opera di Richard Wagner rimandava a “una specie di vuoto, un palcoscenico in un mare, uno spazio che potrebbe essere un foglio bianco o uno schermo cinematografico”. Alla fine il foglio bianco era proprio quello del Manifesto, il celebre quotidiano sul quale avrebbe potuto (dovuto?) prendere forma la valutazione del redattore, nella pagina dedicata alla cultura.

All’epoca il presidente degli Stati Uniti era l’uomo più potente della terra. Tanti considerano l’attuale un usurpatore, diremmo un abusivo. A trattarlo bene è il vicepresidente che fu, un burocrate come tanti.

Paga questa analogia l’attuale capo dello Stato italiano. Infatti è stato vicepresidente del Consiglio dei Ministri. Ciò rimanda a un preciso passaggio per l’Italia e per l’Europa, ovvero il primo uomo politico proveniente dal Partito Comunista Italiano ad occupare la poltrona di premier.

Non riteniamo che il trono del Presidente della Repubblica sia vuoto. Ma le ipotesi di riforma rischiano di ridimensionare il garante della Costituzione. Eppure, la costante erosione della carta dei principi è evidente. Ormai si cerca di rivestire di democraticità il progressivo irrobustirsi delle prerogative europee e, soprattutto, di governare la potenza della tecnica al servizio di finanza e comunicazione.

Il problema del trono vuoto rimane. Nel romanzo sopracitato ci sono il segretario del maggiore partito d’opposizione, una fuga a Parigi e il fratello gemello del politico che è un filosofo geniale segnato da una depressione bipolare, sostituto dello scomparso. Ma anche a trovare gemelli a sufficienza, resterebbero la poltrona del Teatro Massimo e l’articolo mai scritto.