L’età post-corleonese

A causa della (deprimente) difficoltà ad orientare il discorso pubblico, il tempo che viviamo si può intendere solo riferendosi al passato. Ci sono una crisi di sistema dell’opinione pubblica e una torsione nel meccanismo di controllo del potere. Un eccesso di spazi e parole, troppa libertà, troppa narrazione e troppe bugie. E ancora più ingiustizie, … Leggi tutta l’opinione

Lo Stato infeltrito di Piazza Duomo

Uno Stato piccolo piccolo, come certi maglioni infeltriti, assiste ai funerali di uno degli uomini chiave del Novecento italiano, personaggio di cerniera tra due secoli, forse millenni. In principio era il pallone, poi il resto. D’altra parte, nel secolo scorso il socialismo tricolore, citrigno e pensoso, prese le mosse dalla vittoria ai mondiali di Spagna. … Leggi tutta l’opinione

Quel pregiudizio dei giudici

Chi pensava che il problema dei giudici fosse solo italiano, oggi ha la certezza che è un problema globale, forse proprio il figlio degenere della globalizzazione. Misura dello Stato, una entità diventata fragile, vacua. Come tutti i fragili e i deboli, i fighetti che non sanno cosa vogliono, una giustizia piena di pregiudizi, cinica, incoerente, … Leggi tutta l’opinione

La dolce metà della destra

La sinistra guarda al futuro come cambiamento del presente e, infatti, si chiamano progressisti. Non è solo questo, ci mancherebbe. Ma si è veduto come, a far data dalla fine del comunismo in un paese solo, il mondo capitalista e liberale abbia avuto difficoltà ad individuare la strada per questa cosa. A lungo si immaginava … Leggi tutta l’opinione

Figure metastoriche e storiche

Le dimissioni del Papa, un gesto a molti incomprensibile, illuminano, adesso, la grandezza del gesto e la grandezza dell’uomo. Ora che, nel momento della sua morte, si coglie il senso di quell’atto, cristiano e sublime. Come il padre si sacrifica per i figli, così il capo della Chiesa ha salvato la chiesa, ovvero la comunità … Leggi tutta l’opinione

Gli altri siamo noi (purtroppo)

Per ragioni di principio e di identità, di etica, perchè quello è. Se si tratta di fare politica come gli antichi e non come i moderni, insomma, non si dovrebbe avere paura di “smontare circa la metà dell’economia italiana e anche un bel pezzo del campionato di calcio” ciò che, secondo Massimo D’Alema (intervista al … Leggi tutta l’opinione