Il dilemma delle 3 destre

La libertà che guida il popolo, dipinto di Eugène Delocroix custodito al Louvre

La tensione tra liberali e nazionalisti in Italia si è accentuata da quando chi si sente di destra è costretto a posizionarsi a destra e gli altri pure. Accade in Sicilia, dove questa distanza diventa anche geografica e si sovrappone a questioni antropologiche e interessi concreti.

L’unificazione delle forze di destra contiene un elemento di ambiguità, legato alla liquidazione di una forza di sinistra – il Partito Socialista Italiano – ad opera della magistratura nella parte in cui essa è guidata da forze occulte e reazionarie.

Il biografo di Bettino Craxi, Massimo Pini, con riferimento a Mani Pulite paragonò i giudici alle forze armate in Sud America.

Questo elemento violento e cospirativo si riflette in una forza di sinistra – il Partito Democratico – che contiene una componente autoritaria e che lo collega a magistratura, forze di polizia, ad altissime istituzioni della Repubblica e sovranazionali.

Sulla carta si muovono sulla scena una destra nazionale e una destra tecnocratica. La prima ha sostenitori nella Chiesa e nell’economia, la seconda è il prodotto della frattura tra Stato ed economia degli anni Novanta del secolo scorso. Allora fu sanata dall’Europa, ma il mondo che abbiamo visto finora sta eclissando e questo riguarda anche l’identità europea.

C’è poi una destra in costruzione. Uno dei candidati alle elezioni francesi sconfitto al primo turno ha dichiarato al Corriere della Sera : “Io rifiuto le parole della sinistra, penso che la battaglia sia innanzitutto semantica”.

Riferendosi a Marine Le Pen ha poi aggiunto “…lei rifiuta di combatterla e riprende il linguaggio della sinistra. Marine Le Pen si sottomette intellettualmente e, quindi, politicamente alla sinistra”.

In questo senso – l’esempio è imposto dai fatti – la difficoltà a ricondurre la resistenza ucraina a riferimenti come la resistenza italiana o il sacrificio degli ebrei riproduce un problema di linguaggio e, quindi, di senso storico e ideale. E che vede svantaggiato chi ha troppe convinzioni e certezze. Come i giudici d’assalto italiani e i carri armati di Putin.

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