La dittatura senza volto che toglie il respiro

ph Alex Mihai on Unsplash

I tanti che godevano delle disgrazie altrui, i giudici che facevano marcire la gente in carcere, adesso cosa penseranno di questi arresti domiciliari globali, di questo provvedimento cautelare planetario? Quelli che volevano le mani pulite? Ecco il gel igienizzante. Serviti. E i tanti snob, gli altezzosi, ai quali viene tolto il privilegio di decidere a chi stringere la mano e a chi no? Cosa diranno, ora che una dittatura nuova ha eliminato caste e ordini cavallereschi, vietando a tutti, senza distinzione, quel gesto antico come l’uomo?

Gentaglia che si faceva il bagno nelle fontane romane nelle sere d’agosto, cafoni in giro per il mondo, villani di qua e di la, adesso costretti a stare chiusi in casa. E qualcuno, non contento, continua ad andare in giro, a formare assembramenti, provocando ulteriori contagi, perchè il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Credevano che il mondo interconnesso, dove se fai una cosa là non lo vengono a sapere qua, se ti tagghi da una parte e vai da un’altra nessuno se ne accorge, la felicità dei signori nessuno che lucrano sul nulla, sarebbe durato per sempre. E invece no.

Sembra arrivato l’angelo sterminatore che, forse, è il diavolo, il nemico invisibile, il nuovo re del mondo senza volto, per ricordare a tutti il valore delle cose: l’abbraccio di un amico, la pasta del giorno prima che diventa più buona, un piccolo aumento, ridipingere la cancellata, Piazza Navona mai vista prima, la birra ghiacciata dopo la partita, il respiro. Un dittatore astuto, perfido, che toglie il respiro.

Continuano a evocare la Spectre, nessuno che abbia fatto caso al clima impazzito, ai terremoti, ai fiumi diventati fogne, alla gente che corre e mangia da cani, ai fiumi di cocaina, nessuno si è accorto che neanche i jeans push-up riescono più ad elevare il livello. 

La globalizzazione come libertà assoluta, senza confini, orizzontalità senza fine, fine di ogni autorità, ha trovato il suo capolinea: una dittatura pervasiva, che divide continenti da continenti, nazioni da nazioni, città da città, famiglie da famiglie. Lasciando tutti soli con se stessi. E facendo soffrire solo chi lo merita.

 

 

 

 

 

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