La pistola assente

ph Lukas Blazek on Unsplash

L’anno 2023 si chiude tra i dubbi e, soprattutto, nella paura. Prima una sparatoria in via Isidoro La Lumia, poi una pistola fumante in una discoteca che una volta si chiamava Reloj, il castillano per orologio. Per queste due ragioni il concerto al Politeama sarà blindato. Si teme il ritorno delle pistole, nella città dei 100 omicidi all’anno che, un tempo, era capitale della mafia.

L’ultimo del 2016 – nella piazza di Palermo dove si esibirà la cantante – un uomo col papillon sparò dei colpi di pistola in aria, incurante della presenza dei militari e delle telecamere.

Pochi mesi dopo si consumò un delitto nei pressi delle Catacombe di corso Alberto Amedeo e, per eseguire quella esecuzione, legata in qualche modo alla via dell’Orologio, fu scelto il giorno prima dell’anniversario della Strage di Capaci.

Ci si chiese se l’unico modo per impedire tutto ciò non fossero telecamere e satelliti, la registrazione continua di quanto accade. Quello che, in tanti, chiamano il modello cinese. Ma nel frattempo arrivò la pandemia, con il suo carico di ambiguità e di paura. Quella che oggi sentiamo tornare.

La memoria evoca pure una immagine che si fissa indelebilmente per la sua franchezza, semplicità e potenza. Il 30 aprile del 2013 in zona Fleming a Roma, due uomini, di quelli che ne sanno di friiri e d’arrustiri, si parlarono e non si capirono. E, infine, si separarono.

Massimo, il nero col braccio proteso verso l’altro, come a prendere la mira con le gambe larghe a fare presa sul terreno. Ma non aveva una pistola in pugno. Forse perchè su quell’asfalto avevano girato un film sulla sua storia. L’altro, chiamato u pazzo che pazzo non era.

Uno senza armi, come se la fiction se le fosse già portate vie. L’altro finto matto per gestirsi le sue cose. Un litigio, due verità e due bugie. E la romana Elodie ad aspettare l’anno nuovo nella capitale della Sicilia, forse anche lei con qualche dubbio in più.