La spada di Harvey

Lippmann, celebre giornalista americano del secolo scorso

Capita che l’ America a volte si lasci guardare nella sua nudità che non è quella della pornografia (fenomeno che riproduce molto fedelmente la cultura a stelle e strisce) ma quella nudità propria delle atmosfere e del sogno, in cui riappare il mondo antico, crudele e raffinato. Davide e Betsabea giacquero, ovvero si curcaru. Ma quell’ ennesima conquista femminile del re è al re fatale, la sveltina è perfida e ingannatrice e quella che in siciliano è chiamata futtuta babba diventa l’ ingiustizia delle ingiustizie, per la quale si perdono l’ onore, il trono, il potere. E niente è più doloroso che avere avuto il potere e averlo perso. Manca ad Harvey Weinstein, nativo di Flushing, area del quartiere newyorkese di Queens profondamente contaminata dall’ Estremo Oriente, la grazia dell’ antichità, perchè i mezzi e la potenza sono moderni, tecnologici, psicologici. Ma la sostanza è la stessa. “In questo mondo – rifletteva il giornalista Walter Lippmann – le persone e le cose hanno un loro posto preciso e si comportano secondo certe previsioni”. L’ attacco al produttore e al suo divano è un attacco a uno stereotipo. “Un attacco alle fondamenta del nostro universo”, munnu ‘a statu e munnu sarà, e, per di più, ordito da donne. Come è che si dice? Il diavolo è donna. Non si tratta di dare un giudizio di natura etica o estetica, non sappiamo quanto sia grave il comportamento di Harvey, quanto sia vero di quello che si è detto e quanto inventato. Difficile sondare la profondità dell’ animo di lui e degli altri sciupafemmine, seduttori o papponi. Dipende dalle condizioni storiche, dal contesto, dall’ ambiente. Ma è l’ attacco allo stereotipo che non può essere accettato. Ecco perchè la vicenda dell’ attrice italiana che seduce il ragazzino è il più classico dei boomerang. Perchè, al di là della gravità del fatto o persino della sua imputabilità, esso non rientra in quell’ universo di immagini fissate indelebilmente nella tradizione e quindi tollerate, condivise, emulate. Non c’è mamma disposta a sopportare che una viziosa qualsiasi si porti a letto il proprio cucciolo bisognoso di protezione e di affetto. Ecco perchè Weinstein resta il vincitore morale di questa oscena guerra tra i sessi. Chi di spada ferisce di spada perisce, e la spada resta ancora impugnata da un re.

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