L’Europa migliore è sempre quella che verrà

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Al netto dell’inevitabile coloritura elettoralistica, la sortita della Lega, scaturita dal richiamo a una presunta sovranità europea contenuto nella lettera inviata ai prefetti dal Quirinale, è assolutamente pertinente.

L’Europa si nutre della sua stessa debolezza. Nel senso che, quando si allontana da se stessa, si fa di tutto per riportarla in se. E rinasce, di solito, più forte. I problemi, però, ci sono (si rimanda per capirci qualcosa, per esempio, a un saggio del 2015 V. Giacchè – Costituzione Italiana contro Trattati EuropeiImprimatur).

In un decennio, l’Italia ha sperimentato alcuni fatti nuovi e decisivi. La successione di Giorgio Napolitano contenne un aspetto sottovalutato, ricordato da Gaetano Quagliariello, il quale è un docente universitario di storia contemporanea: l’elezione del Capo dello Stato determinò la messa in minoranza di Silvio Berlusconi nel partito che lui aveva inventato, plasmato a sua immagine e somiglianza.

Fallita la successione (Matteo Renzi) l’unica strada percorribile diventò, quindi, il populismo che, infatti, dominò fino ad entrare nella stanza dei bottoni e, poi, bloccato dal governo di Mario Draghi. Questi rimane ad oggi – per formazione ed esperienza – l’anello di fattura più pregiata tra la Nazione e l’Europa.

Come è noto, Draghi non è stato eletto presidente della Repubblica e questo, semplicemente, sposta ancora di più il baricentro del potere verso le istituzioni europee. Quella garanzia che Roma poteva dare, semplicemente si chiede, oggi, a Bruxelles.

La polemica sulla lettera del presidente della Repubblica è stata così commentata dal premier Giorgia Meloni: il 2 giugno ci “ricordi la prima idea di Europa”, quella che prendeva la sua forza “anche nella specificità degli Stati nazionali. Forse dovremmo ritornare a quella idea”. E’ la frase migliore tra quelle dette (compresa quella del presidente della Repubblica).

L’Europa è una costruzione culturale e ideale. Il suo indebolimento è, ahinoi, figlio di questi tempi.

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Decidere, purchè sia Europa