Non ci resta che il piombo

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Dopo 80 colpi di mitra a Napoli e, prima, gli omicidi di Palermo, forse è ora di fare un discorso complessivo sulla Nazione di cui si immagina una messa a punto attraverso riforme ed elezioni: le prime da fare in Italia e le seconde nel mondo, a cominciare dall’Europa.

Si punta già l’indice sull’autonomia differenziata e sul premierato. La prima viene, da più parti, considerata una secessione mascherata che romperebbe il vincolo di solidarietà su cui si fonda la Repubblica, lasciando la ricchezza del Nord al Nord e quel che resta al Sud.

La seconda riforma è accusata di essere fascismo mascherato, perchè ad un governo più forte mancherebbe il freno del garante che, finora, è stata la presidenza della Repubblica.

E, quindi, il Settentrione si godrebbe la sua produttività, la relativa integrazione con l’evoluto contesto europeo. Il potere centrale confermerebbe la capacità attrattiva che ha reso Roma un centro di potere (comunque in espansione) e che ha fatto la fortuna della burocrazia nazionale e delle sue tante e segrete terminazioni.

Solo che, mentre altrove si discute di ipotetiche riforme, al Sud già si spara. Prima della pandemia e ora, ancora di più, si marca il territorio e si rivendica un ruolo. E’ una risposta all’indifferenza che, spesso, è tacito assenso. E questo accade senza uno straccio di dibattito, forse perchè, nel secolo scorso, la denuncia portò a movimenti organizzati, anche politici. E la loro eredità non sembra essere una base per ricostruire.

Dare interamente la colpa a un territorio dove si spara è pure sbagliato, perchè l’unità nazionale suggerisce e rimanda a una comune debolezza. Ma già ci sono dei responsabili morali. Forse gli stessi che, in questi anni, sono tornati ad alimentare macchine clientelari e sistemi autoreferenziali. Che lasciano campo libero al piombo.

E, allora, non ci resta che il piombo, per fare uno spoof al film di Roberto Benigni. Non ci resta che piangere, guarda caso, è opera del regista, a suo tempo protagonista di incensate in linea con le correnti, quanto pericolose, ipocrisie.