Porca miseria

Molti dei poveri che vivono in Italia sono italiani. La Costituzione più bella del mondo non assicura il lavoro, ma che tutti vengano messi nelle condizioni di lavorare, considerando il lavoro una cosa importante per l’ individuo, che lo nobilita. Le mani callose del contadino e i vestiti sdruciti dell’ operaio meritano rispetto. Quella figura straordinaria di santo che fu Francesco d’Assisi era un uomo ricco. Egli fece della povertà la sua ricchezza perchè Dio fa nuove tutte le cose. La ricchezza non è il possesso, anche carnale, ma una cosa astratta. Assomiglia alla cultura, alla ricerca per la ricerca, al desiderio di conoscenza. E’, in fondo, un atto d’ amore, cioè dare senza ricevere. Molti sacerdoti insegnano questo, forniscono gli strumenti, a cominciare dal papa. Il quale ha scelto un nome inequivoco ma dal significato complesso. I ragazzi che non studiano, non lavorano e non cercano un lavoro sono la sconfitta di un paese che rischia di scegliere l’ opulenza invece della ricchezza. L’ opulenza è, talvolta, il prodotto della predazione, della distruzione, del consumo mentre la ricchezza è creazione, costruzione, coltivazione. Ad essa si lega il dono. L’ atto di donare è estraneo a chi è povero ma non perchè egli non possegga quanto perchè la paura del dono è paura dell’ uomo. In fondo, paura di se stessi e della povertà riflessa in se stessi.

Palermo

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