Il bandolo della matassa

Che il passaggio, per l’Italia e per il mondo, sia meno banale di quanto si immagini è, ormai, evidente. Per cominciare, è chiaro che la giustizia cambierà e di molto. Si tratta di trovare il bandolo della matassa perduto all’indomani delle stragi degli anni Novanta. La rivoluzione delle manette e il protagonismo dei giudici eran … Leggi tutta l’opinione

Fotografando Agrigento

Una immagine immortalerebbe un latitante ad Agrigento. L’han vista tutti, apertura di un Tg nazionale. La città dei templi, uno dei luoghi dell’Occidente più vicini alla verità razionale, fu scelta una volta da Giovanni Paolo II per annunciare il giudizio di Dio. La foto sarebbe di oltre 10 anni fa. C’è un Suv guidato da … Leggi tutta l’opinione

Cercasi America disperatamente

Barack Obama aveva sostenuto che gli Stati Uniti d’America non potessero più reggere il peso del mondo con la forza militare. Anche Donald Trump ne era convinto. Ma Obama aveva mantenuto salda un’altra convinzione, nel cuore prima che nella testa: che l’America dovesse continuare a dire al mondo cosa sono la libertà e la dignità. … Leggi tutta l’opinione

A questa gente che non basta mai

L’ultimo giorno di aprile del 1993, sotto la dimora di Bettino Craxi, in un angolo di Roma coperto di foglie piovvero monetine. La folla, organizzata e appattata con le telecamere del servizio pubblico, pronunciava il crucifice sull’ultimo leader della prima repubblica, del Novecento italiano che – attraverso l’incontro tra cultura e politica – salvò lo … Leggi tutta l’opinione

Doppia sfida

L’età dei diritti, come la definì Norberto Bobbio, ha dimenticato i doveri. Non è una banale dimenticanza. Si pretendeva dallo Stato o da chiunque altro venisse identificato come ipotetico datore qualcosa di dovuto o che si immaginava propria o che, semplicemente, ci saltasse in mente. Più aumentavano le richieste più cresceva il debito, ingrossando e … Leggi tutta l’opinione

Il centro che torna non è solo politico

Quando stava per finire la Repubblica dei partiti, che logorava chi non stava al gioco del potere, il presidente della Regione Siciliana indicò le forze politiche nascenti come forze centrifughe. Il potere, che era sempre stato al centro, si spostò nelle periferie. Anche in quelle del linguaggio e, quindi, della decisione. La surrealtà del clima … Leggi tutta l’opinione