Cercasi America disperatamente

Barack Obama aveva sostenuto che gli Stati Uniti d’America non potessero più reggere il peso del mondo con la forza militare. Anche Donald Trump ne era convinto. Ma Obama aveva mantenuto salda un’altra convinzione, nel cuore prima che nella testa: che l’America dovesse continuare a dire al mondo cosa sono la libertà e la dignità. … Leggi tutta l’opinione

A questa gente che non basta mai

L’ultimo giorno di aprile del 1993, sotto la dimora di Bettino Craxi, in un angolo di Roma coperto di foglie piovvero monetine. La folla, organizzata e appattata con le telecamere del servizio pubblico, pronunciava il crucifice sull’ultimo leader della prima repubblica, del Novecento italiano che – attraverso l’incontro tra cultura e politica – salvò lo … Leggi tutta l’opinione

Doppia sfida

L’età dei diritti, come la definì Norberto Bobbio, ha dimenticato i doveri. Non è una banale dimenticanza. Si pretendeva dallo Stato o da chiunque altro venisse identificato come ipotetico datore qualcosa di dovuto o che si immaginava propria o che, semplicemente, ci saltasse in mente. Più aumentavano le richieste più cresceva il debito, ingrossando e … Leggi tutta l’opinione

Il centro che torna non è solo politico

Quando stava per finire la Repubblica dei partiti, che logorava chi non stava al gioco del potere, il presidente della Regione Siciliana indicò le forze politiche nascenti come forze centrifughe. Il potere, che era sempre stato al centro, si spostò nelle periferie. Anche in quelle del linguaggio e, quindi, della decisione. La surrealtà del clima … Leggi tutta l’opinione

Chiamiamola col suo nome: tristezza

Il secolo della psicologia, il Novecento, ci aveva abituati alla razionalizzazione del sentimento, alla elaborazione della lacrima, a restare indifferenti di fronte all’uccisione della poesia. Nel Natale del coronavirus – primo nome dato al nemico invisibile che, adesso, è pure mutato, al dittatore senza volto venuto dall’Oriente che ci chiude in casa e non ci … Leggi tutta l’opinione

C’è sempre un cuore che batte

Un calciatore può far battere il cuore, o mama mama mama, se, al netto del sudore e della volgarità degli stadi, è, nella sua intima essenza, l’albatro baudelairiano con le sue ali da gigante che gli impediscono di camminare e, ancora, poeta come Giacomo Leopardi, l’anima nobile vittima di un corpo deforme. Mentre lui – … Leggi tutta l’opinione