Giovani mondi in cerca d’identità

La relazione tra sviluppo e identità, la questione della qualità dello sviluppo, sono temi tanto discussi, tanto abusati, che la pandemia li richiama, certo, ma nel modo in cui le cose troppo vicine al proprio sguardo non riescono a vedersi e non destano più lo stupore. Si pensi alla società opulenta, l’immagine usata dall’economista John … Leggi tutta l’opinione

Cercasi America disperatamente

Barack Obama aveva sostenuto che gli Stati Uniti d’America non potessero più reggere il peso del mondo con la forza militare. Anche Donald Trump ne era convinto. Ma Obama aveva mantenuto salda un’altra convinzione, nel cuore prima che nella testa: che l’America dovesse continuare a dire al mondo cosa sono la libertà e la dignità. … Leggi tutta l’opinione

A questa gente che non basta mai

L’ultimo giorno di aprile del 1993, sotto la dimora di Bettino Craxi, in un angolo di Roma coperto di foglie piovvero monetine. La folla, organizzata e appattata con le telecamere del servizio pubblico, pronunciava il crucifice sull’ultimo leader della prima repubblica, del Novecento italiano che – attraverso l’incontro tra cultura e politica – salvò lo … Leggi tutta l’opinione

La forza della gravità

A cosa rimanderebbe il presidente di garanzia e, ad un tempo, di governo? Cosa indicherebbe un politico prestato alla tecnica se non quel potere che ordina e decide proprio delle fondazioni o delle rifondazioni? E di che fondazione parliamo? La gravità del caso indica Cesare o una rinnovata edizione della Res Publica Christiana che è … Leggi tutta l’opinione

Il fuoco, l’acqua e l’Occidente

Era il terzo anno di siccità e il Signore avrebbe fatto cadere finalmente l’acqua sulla terra. Sul monte Carmelo il profeta Elia è rimasto fedele a Dio. Giudicato astratto e idealista, finirà per uccidere 450 falsi profeti credenti all’idolo di Tiro. Il libro dei Re racconta l’incredibile sfida di un uomo solo contro i seguaci … Leggi tutta l’opinione

Il centro che torna non è solo politico

Quando stava per finire la Repubblica dei partiti, che logorava chi non stava al gioco del potere, il presidente della Regione Siciliana indicò le forze politiche nascenti come forze centrifughe. Il potere, che era sempre stato al centro, si spostò nelle periferie. Anche in quelle del linguaggio e, quindi, della decisione. La surrealtà del clima … Leggi tutta l’opinione